Mastoplastica e seno rigido: decorso normale o c’è da preoccuparsi?

mastoplastica seno rigido

Seno rigido dopo la mastoplastica additiva: ecco quando è normale e quando non lo è.

Dopo una mastoplastica il seno rigido è una condizione che preoccupa tantissime donne. Anche tu potresti avere dei dubbi sul gonfiore e soprattutto sulla rigidità delle mammelle… Il tuo desiderio era avere un seno rifatto naturale, non duro come la pietra!

È assolutamente lecito che dopo una mastoplastica additiva sottomuscolare, sottoghiandolare o dual plane tu abbia dei dubbi sul decorso post operatorio, quindi non sentirti in colpa se fai una telefonata in più al tuo chirurgo.

Avrà sicuramente piacere nel rispondere a tutte le tue domande ed eventualmente visitarti, ma nel frattempo non vogliamo che ti senta abbandonata. Questo approfondimento ti darà un’idea sulla situazione e potrà rassicurarti (o metterti in guardia) sulle condizioni del tuo seno.

Quando la rigidità del seno post mastoplastica non è motivo di preoccupazione?

seno dopo mastoplastica rigido quando è normale

Durante la convalescenza post mastoplastica additiva il seno è traumatizzato e infiammato, e reagisce a questa condizione gonfiandosi. L’edema, ovvero il gonfiore, rende le mammelle rigide e dure e si riassorbe gradualmente in circa 6 mesi dopo l’intervento.

Se quindi sei preoccupata per il tuo seno rigido ma hai appena svolto un intervento di mastoplastica, metti via le preoccupazioni e segui a menadito le indicazioni del chirurgo estetico.

Pian piano le mammelle diverranno sempre più morbide fino ad arrivare alla guarigione completa, sancita dal completo riassorbimento del gonfiore.

Quando il seno si irrigidisce e sembra non aver intenzione di guarire oltre 6 mesi dopo la mastoplastica, allora sì: questo evento potrebbe essere preoccupante.

Seno rigido post mastoplastica additiva: ecco quando dovresti allarmarti.

In genere il seno guarisce entro 6 mesi dall’intervento di mastoplastica additiva, dunque dopo questo periodo le tue mammelle dovrebbero essere il più possibile sgonfie.

Ciò non significa che allo scoccare dei 6 mesi la zona operata dovrà essere guarita al 100%: un “ritardo” di qualche settimana non è preoccupante. È fondamentale, però, che il seno risulti abbastanza sgonfio dal non destare sospetti nel chirurgo.

Infatti sarà proprio il medico, durante le visite di controllo programmate, a stabilire se il seno stia guarendo bene oppure se sia eccessivamente rigido.

Qualora il tuo seno, dopo 6 mesi dall’operazione, risultasse gonfio, duro e magari anche dolorante, allora potrebbe esserci una contrattura capsulare.

Leggi anche: Quanto durano i dolori post mastoplastica additiva?

Che cos’è una contrattura capsulare post mastoplastica e come riconoscerla

contrattura seno rigido post mastoplastica additiva

La contrattura capsulare è una complicanza della mastoplastica additiva, seppur in questi ultimi anni sempre più rara. Consiste nel rigetto delle protesi per via dello sviluppo anomalo della capsula periprotesica.

Tale capsula è il tessuto cicatriziale che si forma intorno alla protesi mammaria durante la guarigione del seno. Di solito la racchiude, tenendola lontana dagli altri tessuti, ma in alcuni casi è troppo rigida, stretta e contratta.

In questo caso stringe la protesi in maniera eccessiva, spesso deformando il seno e rendendolo dolorante. Quando c’è un rigetto delle protesi, il tuo seno risulta molto rigido anche quando dovrebbe essere già praticamente guarito.

Non solo. Puoi riconoscere la contrattura capsulare dalla deformità della mammella, dal seno troppo alto e dalle fitte dolorose anche dopo diversi mesi dalla mastoplastica (normalmente il dolore dovrebbe scomparire dopo al massimo 10 giorni dall’intervento).

Il tuo chirurgo saprà certamente riconoscere una contrattura capsulare e anche il livello di gravità di questa complicanza. Per risolvere la situazione può:

  • Intervenire manualmente rompendo la capsula periprotesica con un massaggio vigoroso, particolare manovra chiamata Squeezing.
  • Decidere di operare per liberare la protesi ed eventualmente sostituirla con un altro impianto.

In ogni caso ti prescriverà degli antinfiammatori e antidolorifici per placare il dolore.

Come evitare la contrattura capsulare dopo una mastoplastica additiva?

Se ti stai informando riguardo il seno rigido post mastoplastica ma non hai ancora svolto l’intervento (o è troppo presto per parlare di contrattura capsulare), ti farà sicuramente piacere conoscere come evitarla.

Devi sapere che il rigetto delle protesi presenta un tasso di incidenza molto basso specialmente nei seguenti casi:

  • Utilizzo di protesi di alta qualità e frutto dei più recenti studi, come le protesi Motiva impiegate da Dottor Cristiano Biagi. Queste protesi hanno una superficie biocompatibile e nano-testurizzata. Presentano dunque delle minuscole incisioni che rendono gli impianti estremamente aderenti ai tessuti ed evitano situazioni che potrebbero scatenare la contrattura capsulare (per esempio lo spostamento delle protesi).
  • La scelta della mastoplastica additiva sottomuscolare o dual plane. In questo caso i muscoli pettorali massaggiano la zona operata abbassando nettamente il rischio di rigetto delle protesi. Non possiamo dire lo stesso per quanto riguarda la mastoplastica sottoghiandolare: qui le probabilità di contrattura capsulare aumentano.

Inoltre ci sono dei comportamenti che scongiurano il rischio di rigetto e che devi assolutamente adottare durante la convalescenza post mastoplastica. Potremmo semplicemente riassumerli così: segui alla lettera tutte le indicazioni del chirurgo!

Ma oggi ci sentiamo comprensive e vogliamo dirti che l’utilizzo del reggiseno post mastoplastica additiva, della fascia stabilizzante per il seno e lo svolgimento di massaggi alle mammelle quotidiani (più volte al giorno) riducono il rischio di contrattura capsulare.

Vuoi avere maggiori informazioni sulla mastoplastica additiva o magari prenotare una visita per chiedere un parere sulla rigidità del tuo seno? Contatta subito Dottor Cristiano Biagi e saprà aiutarti con grande piacere.

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